Il rischio nelle imprese energetiche e gli effetti della crisi economica

2506
2506

F.Bartoloni, S.Cristaldi, M.Cuciniello, F.Succu

Il presente studio mira ad indagare l’impatto che la crisi economica ha avuto sul rischio delle imprese energetiche. L’avvento della crisi ha portato, infatti, ad un aumento della volatilità dei mercati finanziari che, riflettendosi sul rischio, ne ha causato un incremento. Nel caso di un titolo, l’aumento della sua variabilità si traduce in una maggiore remunerazione attesa dagli azionisti e contemporaneamente, dal punto di vista dell’impresa, ciò implica un aumento del costo dell’equity. Le oil companies oggetto di studio sono state le seguenti: Eni, Exxon, BP, Shell e Chevron. L’analisi finanziaria di ciascuna delle precedenti aziende è stata poi confrontata con quella eseguita per società appartenenti al settore delle electric utilities, General Electric, a quello bancario, WellsFargo, e, in ultimo, al settore dell’automotive, Ford e Toyota. Il confronto tra le diverse compagnie è stato eseguito su tre diversi periodi: pre-crisi (marzo 2003 – luglio 2007), crisi (agosto 2007 – febbraio 2009) e post-crisi (marzo 2009 – dicembre 2009). L’analisi è stata svolta utilizzando la teoria del CAPM Model per la valutazione del rischio associato alle singole imprese mediante la determinazione del coefficiente beta. Lo studio si è sviluppato prendendo a riferimento due scenari differenti per le assunzioni effettuate riguardo la definizione del tasso di rendimento del mercato, del risk free rate e per la metodologia di valutazione della struttura del capitale delle diverse aziende. L’analisi condotta ci ha permesso di verificare che i titoli azionari delle aziende del settore Oil&Gas possono essere considerati “beni rifugio” nel panorama dei mercati internazionali durante il periodo di crisi economica che ha investito tutti i paesi nel biennio appena trascorso.

0 persone hanno gradito questo contenuto

0 persone non hanno gradito questo contenuto

In this article